Noi.

Abbiamo scoperto questo luogo speciale quasi 30 anni fa e dal quel giorno é diventato Casa.

Ciao! Io mi chiamo Carmine ed é un piacere accoglierti qui alla Fornacina. Sono un Visual Designer e vivo tra Brooklyn e la Maremma Toscana. Sono cresciuto alla Fornacina negli anni'80, in un' epoca in cui non c'era neanche l'energia elettrica, solo tanti sogni. Layla, mia mamma anche lei pronta ad accogliervi, fu la prima visionaria che nell'autunno del 1983 trovo' questo posto speciale durante un viaggio attraverso l'Italia con me, ragazzino, e mio papá. Decisero di prenderlo e di trasferirci dalla metropoli Napoli, tutti assieme qua. Linda, la mia sorellina, alla Fornacina vi nacque un paio di anni dopo il nostro arrivo.

Da allora ognuno di noi ha messo la propria energia in questa casa magica e siccome siamo tutti viaggiatori da generazioni abbiamo fatto della Fornacina il nostro rifugio che arricchiamo con gli oggetti piu' cari e le nostre esperienze di vita, quel genere di posto speciale che amiamo scoprire lungo i sentiri che conducono attraverso il Mondo.

Vieni a scoprirlo anche tu!

La scelta di vita. La storia di Layla che La Fornacina la scelse per prima.

C'era una volta una ragazza che sognava di vivere immersa nella natura, per beneficiare della sua energia e crescere con essa. Pur vivendo in un luogo meraviglioso, come la Costiera Sorrentina, per me contatto con la Natura si traduceva in “vivere in campagna”, sostituire i blu, gli azzurri, gli indaco striati di violetto degli irripetibili tramonti sul mare con le sfumature di verde, ocra, terra di Siena, arancio e il rosso dei papaveri sotto gli ulivi. Sentivo di dover cambiare tavolozza così da creare un nuovo colorato quadro della mia vita!

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La ricerca del posto giusto non è stata frettolosa, ma serena, in attesa di incontrare i segni giusti che mi avrebbero fatto riconoscere il luogo adatto. La Toscana sarebbe stata il territorio della mia ricerca.
 
Fu cosi' che iniziarono le passeggiate tra filari di viti nell’ordinato Chianti, i percorsi in auto tra le colline delle crete senesi, gli antichi borghi, una realtà contadina, ben ricordata nel tempo, che si svelava davanti ai miei occhi ad ogni curva in un saliscendi di emozioni e soprattutto di delusioni. Il paesaggio era troppo poco naturale, l’uomo era intervenuto troppe volte per far si che quelle, pur meravigliose terre si adattassero alle sue esigenze, disturbando l’armonioso percorso della Natura.
 
La Maremma fu un caso? Per me nulla succede per caso, ritornando da un viaggio, mi ricordai di avere un amica a Saturnia.
 
Ero già stata a Saturnia in più occasioni, meravigliandomi ogni volta della magia che si respirava tra le nebbie delle sue acque solfuree circondate da una prorompente natura selvaggia.
 
Forse la mia amica aveva un parente che vendeva un rudere, perchè non informarsi e così fu', un nipote del marito vendeva un podere a pochi chilometri dal paese. Percorrendo quella stradina di campagna per la prima volta, godendo del paesaggio infiammato dall’autunno, non sapevo cosa aspettarmi, fin quando arrivammo di fronte alla Fornacina. Era una gioranta di pioggia, ventosa ed un mare di fango ci impediva di raggiungere la casa. Fu amore a prima vista!
 
Questo cucuzzolo di fango sormontato da un rudere di bei sassi mi entrò subito nel cuore.
 
Era il 1983, il territorio non aveva ancora l'eltettricita', intorno al podere il contadino arava e coltivava il terreno fin sotto la casa, non c’era nemmeno un albero, l’acqua potabile come unica risorsa.
 
Niente avrebbe potuto scoraggiarmi, c’era solo spazio alla fantasia e alla voglia di vivere con ritmi naturali, svegliandosi con il sole e andano a dormire quando questi concludeva, come ogni giorno, il meraviglioso compito di infondere la Vita. Lasciaii la confrotevole Penisola Sorrentina che tanto mi aveva dato, per vivermi la Maremma, con i suoi apparenti disagi, ma che molto aveva da insegnarmi.
 
Il primo periodo e' stato il piu' bello ed intenso. Vivevo con mio figlio ancora bambino in una realtà magica, abitata da gnomi di creta che creavamo per gioco dall’argilla che ci circondava e dando loro un significato simbolico di protezione e buon auspicio; infatti il nome del podere, La Fornacina, viene dal fatto che vi era una fornace dove cuocevano i mattoni fatti con l'argilla dei campi circostanti, trasformazione alchemica d’altri tempi.
 
La casa prese ad insegnarmi ed io mi lasciai guidare, l’illuminazione con le lampade a petrolio rendeva l’atmosfera calda ed accogliente, vivevamo in solo tre camere del fabbricato; una era la dispensa a pian terreno con il forno a legna nella quale avevamo organizzato la cucina e vi cuocevamo il pane e le due camere da letto al primo piano. La nostra con il camino, essendo stata la cucina della casa con il vecchio focolare, quella di mio figlio era il fienile che dalla stalla si accedeva con una scala di legno attraverso una botola. Il resto della casa era ancora da ristrutturare.
 
La cucina economica e' stata una protagonista importante della casa nella prima epoca. Macchina realmente ecologica e fondamentale per vivere in campagna, accenderla al mattino era la prima cosa che facevo, riscaldava l’ambiente e l’acqua per la casa. Ci cuoceva i pasti e nel suo forno dalla cottura eccezionale, sfornavo deliziosi dolci, asciugava il bucato steso sui raggi intorno alla canna fumaria. Lo scaldabagno a legna a fine giornata ci donava un rilassante bagno, le candele illuminavano le mie letture prima di addormentarmi e tutto scorreva con nuovi morbidi ritmi.
 
Ma il mio contatto più intimo con la campagna circostante avveniva durante le mie passeggiate nei boschi, dove scoprivo le erbe officinali che raccoglievo, catalogavo con il mio erbario ed essiccavo per le varie preparazioni fitoterapeutiche, per un pronto soccorso casalingo.
 
La mia cucina era un vero “antro della Strega” dove fasci di essenze e decine di barattoli con erbe essiccate riempivano le pareti. Grazie ad un’amica, ho imparato a riconoscere i frutti selvatici nelle varie stagioni, era esaltante scoprire  i funghi porcini nascosti sotto le foglie marce, sentirne prima il profumo e poi individuarne il cappello scuro, compatto, che faceva capolino sotto le querce, gli aspargi selvatici in primavera, turgidi e svettanti, dipinti di verde brillante che sapevano rendersi invisibili all’occhio non esperto a fine estate le more dolci e succulente, pronte a difendersi se le raccogli con distrazione, le bacche di rosa canina, arancioni e benefiche ela tavolozza dei colori della mia nuova realtà si arricchiva ad ogni stagione.
 
Gli inverni rigidi, ma vissuti all’aperto con le guance rosse dal freddo ed il cuore caldo di emozioni, scorrevano rincorrendo la primavera che ti inondava di fiori colorati e di gemme trasparenti cariche di Vita. L’estate arrivava con la sua arsura presto compensata da freschi bagni al fiume, dove pozze d’acqua gelida ci permettevano di viverci la calura con allegria. L’autunno infuocava i boschi e ci invitava ad esplorarli passeggiando lungo i sentieri tappezzati di foglie colorate.
 
L’orto scandiva le stagioni ricompensando la mia dedizione con la magia della crescita di ortaggi dal sapore unico, vivo, appagante. Carpivo i segreti dai vicini agricoltori e li mettevo in pratica con la guida del mio libro sul biologico, alternando ricchi a scarsi raccolti, ma sempre prolifici di esperienze che avrei aggiunto al mio bagaglio di vita maremmana.
 
Ho vissuto in questo modo dieci anni magici, lungo il cammino mio figlio si e' fatto le ossa ed e' arrivata mia figlia, meraviglioso essere frutto della magia di questo luogo e con lei l’elettricità, iniziarono ad elettrificare tutta la valle. I ritmi iniziarono a cambiare ma non il contatto continuo con la Natura che mi avrebbe ispirato a voler condividere l’energia che questo luogo m'infondeva.
 
Così la decisione di aprire la nostra casa a chi volesse vivere momenti di serenità  e ritornare alle cose essenziali della vita stimolò la mia creatività. Iniziarono i primi lavori di restauro, i bagni nelle camere, la sala del camino, la piscina e la vecchia casa si trasformava ed noi con essa senza perdere lei il suo antico fascino ed io l’entusiasmo della mia nuova vita.
 
Inizialmente, mettemmo a disposizione la casetta annessa, un tempo stalla del nostro cavallo e pollaio, divenuto un piacevole rifugio per i primissimi ospiti. Non c'era l’impianto elettrico e questo fu uno dei motivi che lo resereo appetibile! Chi l’affittava godeva di tutta la semplicità che questa offriva, molto romantica suggeriva l’idea per una fuga d’amore.
 
Erano ancora tempi non sospetti per gli Agriturismo e le Terme di Saturnia, i primi anni '90, nella zona esistevano solo tre strutture ricettive come la Fornacina, così iniziai dolcemente l’attività di accoglienza.
 
Dall' inizio sono passati quasi 30 anni! il “progresso” per fortuna è stato lento ad arrivare nel territorio di  Saturnia, io nel frattempo cambiavo la mia vita personale e con me cambiava la Fornacina! Mi dedicai a renderla più accogliente e funzionale, introdussi servizi di benessere nel quale credevo fermamente, ampliai la mia bella cucina così da diventare laboratorio della mia fantasia culinaria…e il giardino, grazie alla persona che mi ha accompagnato in questa seconda fase del mio cammino, è divenuto Magico!
 
Ogni pianta è stata messa a dimora dopo aver avuto un contatto con la pianta stessa, percependo quale fosse il posto più adeguato. Essenze esotiche si accompagnano a piante mediterranee, ho imparato a riconoscere le più misteriose e a inebriarmi del profumo delle più comuni ma non per questo meno coinvolgenti. Rose, glicini, ibiscus, brugmansie (tromboni d’angelo), gelsomini, agapanto, alocasie, divennero protagonisti e interpreti di una armoniosa verde variopinta realtà.
 
Il Giardino è divenuto complementare alla Casa, è stato ospite di discipline orientali, attività energetiche e fonte di tanta gioia per chi lo ha vissuto amandolo.
 
Ora la casa è aperta a tutti coloro che vogliono condividere la nostra scelta e lasciarsi andare al flusso benefico di cui ne è impregnata, farsi consigliare sul modo di nutrirsi, con cibi “veri” nella loro essenza, appetitosi e leggeri, accettare le coccolare  che rivolgiamo ad ognuno, ma soprattutto a chi vuole rivivere momenti ormai dimenticati.
 
Il sogno sembrerebbe realizzato, ma c’è ancora tanto da sognare.
 
Layla